E’ necessario che la prossima amministrazione provinciale si faccia promotrice di una politica organica delle grandi opere. La Provincia di Imperia soffre infatti di un isolamento che non permette una crescita economica adeguata. E’ indispensabile tenere sotto controllo l’evoluzione di quattro grandi opere che assumono rilevanza strategica: Aurelia Bis; Raddoppio Ferrovia Genova-Ventimiglia e potenziamento della ferrovia Ventimiglia-Torino; ex Statale 28; ex Statale 20; S.P. 548 (Valle Argentina).
A tal fine è necessario che i finanziamenti statali e regionali ripartano con una certa continuità e che, accanto a questi, vengano ideati finanziamenti di carattere provinciale.
La reperibilità delle risorse potrà essere garantita grazie al ricorso del “project financing” uno strumento purtroppo scarsamente utilizzato dall’Amministrazione provinciale a testimonianza di una certa arretratezza nella pianificazione dei lavori pubblici. Con il progetto di finanza è infatti possibile intercettare importanti risorse finanziarie di soggetti privati e muovere ingenti volumi di lavoro a beneficio delle imprese locali.
La materia del Trasporto Pubblico Locale e del suo rapporto con la mobilità urbana, il trasporto privato e la viabilità provinciale è un altro argomento cardine per lo sviluppo sostenibile della nostra provincia e più in particolare dell’entroterra.
Proprio per sostenere lo sviluppo della mobilità e della fruizione turistica delle aree interne è indispensabile completare in tempi celeri la realizzazione della strada di media cornice che deve estendersi lungo tutto l’arco provinciale per costituire, senza ombra di dubbio, la più importante infrastruttura di rete viaria dedicata all’entroterra.
Il settore dei trasporti e quello connesso della viabilità è, da sempre, completamente trascurato pur in presenza di un evento fondamentale quale lo spostamento a monte della ferrovia, con riduzione del numero di fermate, che di fatto ha comportato una sensibile diminuzione dell’offerta complessiva di servizio da parte del trasporto pubblico.
La totale assenza di una politica del trasporto pubblico e di una connessa politica della mobilità è verificabile quotidianamente nei nostri centri urbani, gravati da una circolazione caotica ed altamente inquinante, frutto di scelte sciagurate in ordine alla regolamentazione dei parcheggi, alla riduzione delle corsie preferenziali e alla soppressione dei collegamenti con le stazioni ferroviarie.
Occorre pertanto ripensare l’intero sistema della mobilità provinciale che, attraverso un forte coordinamento delle singole politiche comunali, riporti in auge il servizio pubblico di trasporto attraverso l’integrazione di diversi sistemi, con il duplice obiettivo di favorire da un lato gli utenti e dall’altro coloro che utilizzano mezzi privati, grazie ad una riduzione del traffico.
Sarà dunque fondamentale giungere in tempi brevi alla definizione, di concerto con tutte le categorie interessate (Comuni, categorie professionali, organizzazioni sindacali), di un Piano della Mobilità che consenta di ridurre i costi del Trasporto Pubblico Locale, migliori la qualità della vita e riduca l’inquinamento ambientale e quindi:
- creare i parcheggi cd. di “corrispondenza”(parcheggi periferici) in grado di decongestionare i centri urbani e i centri storici, per i quali varrà la pena, ove possibile, di istituire zone a traffico limitato;
- adottare ampie modalità di fruizione del trasporto pubblico, ricorrendo in taluni casi ai cd. servizi a chiamata, utili per servire le esigenze dell’entroterra;
- prevedere l’integrazione tariffaria tra i diversi tipi di mezzi pubblici e agevolazioni varie, favorendo la parte più debole della popolazione (giovani, anziani e disoccupati);
- migliorare la comunicazione con l’utenza residenziale e turistica;
- definire gli orari delle linee di trasporti di concerto con le diverse categorie e con le diverse amministrazioni pubbliche, al fine di ottimizzare la fruizione dei servizi in relazione alle esigenze territoriali dei diversi comparti, evitando sovrapposizioni e tempi morti che causano dispersioni di risorse;
- promuovere una vera e propria campagna promozionale che permetta di coinvolgere nell’utilizzo del mezzo pubblico quella fascia della popolazione che non ne usufruisce più. Nella nostra provincia prevale infatti una cultura che privilegia l’uso del mezzo privato, favorita anche da politiche sbagliate e dalla scarsa efficienza;
- promuovere la valorizzazione e l’adeguato utilizzo della grande stazione ferroviaria di Taggia-Arma, ad oggi una vera e propria cattedrale nel deserto.
Ovviamente la materia del Trasporto Pubblico Locale, ma più in generale il trasporto e la mobilità in genere, devono andare di pari passo con la manutenzione del patrimonio viario provinciale che risulta essere uno dei compiti primari di una Provincia.
La Provincia di Imperia è proprietaria di circa 850 km di strade, contando anche le ex strade statali Aurelia, Valle Argentina e Valle Arroscia, accorpate in questi ultimi anni, tutte con funzioni di collegamento primario.
Il mantenimento in condizioni ottimali di tale patrimonio e soprattutto il sensibile incremento della sicurezza stradale per veicoli e pedoni, risulta pertanto di primaria importanza per tutti i settori della provincia, economico, sociale, turistico, ambientale, in quanto una mobilità efficiente garantisce una migliore circolazione delle persone, delle merci, dei flussi turistici e supporta conseguentemente l’economia ed il benessere della collettività e la sicurezza.
Se si guardano le risorse destinate dall’Amministrazione di centrodestra negli ultimi tre anni in funzione del mantenimento del patrimonio stradale, si comprende immediatamente che non vi è alcuna intenzione di puntare su una riqualificazione di quest’ultimo per un miglioramento della mobilità provinciale. Del resto basta girare nel nostro entroterra per verificare le condizioni disperate in cui sono tenute la strade provinciali.
Per tali motivi risulta necessario intervenire in modo capillare al fine di operare un révirement nella politica di gestione del patrimonio stradale e in particolare:
- programmare interventi straordinari di sistemazione delle opere d’arte (muri di sostegno, ponti, etc.) che per la loro condizione statica comportano la limitazione del transito ai mezzi pesanti, con influssi negativi sull’economia dei piccoli centri dell’entroterra;
- manutenzione programmata del piano viabile bituminato, al fine di migliorare la qualità e la sicurezza della circolazione e, quindi, favorire la frequentazione turistica dell’entroterra;
- miglioramento della cartellonistica di segnalazione e di indicazione turistica, al fine di incrementare le informazioni per una circolazione sicura;
- incremento finanziario delle risorse per gli interventi di sgombero neve e spargimento sale antigelo, al fine di rendere efficiente la transitabilità delle strade montane nel periodo invernale, favorendo una costante accessibilità all’entroterra e garantendo sicurezza alle popolazioni residenti;
- pulizia accurata delle strade per garantire un decoro degno di un paese che vuole offrire un’immagine turistica spendibile fuori dei propri confini;
- programmazione di percorsi ciclabili in possibile connessione con il programma di Area 24.



