L’entroterra nel cuore

Una Provincia che vuole avere una visione strategica del territorio deve necessariamente contrastare il fenomeno di spopolamento dell’entroterra e deve guardare senza indugio a politiche che investano nella crescita delle condizioni economiche e dei livelli di servizi rivolti alle popolazioni dell’entroterra. Questo anche e soprattutto per recuperare l’assetto idrogeologico del territorio e per condurre un’azione concreta nel campo del recupero ambientale.

In questi ultimi anni l’entroterra è stato abbandonato al proprio destino
ed è di molto peggiorata la qualità e la quantità della spesa della Provincia verso questo importante contesto territoriale e sociale.
Sono spariti i contributi per le amministrazioni comunali, s’è dimezzata la spesa per la manutenzione della rete viaria interna, si sono ridotti gli interventi di difesa del suolo e di miglioramento della viabilità minore.

Il futuro del nostro entroterra passa attraverso l’estrema difesa delle attività economiche tradizionali che devono puntare decisamente sulla qualità certificata e devono aprirsi al turismo dell’ambiente e delle tradizioni che grande seguito sta avendo in tutto il mondo.

Le aziende agricole devono aprirsi alla pluriattività agri-turistica mantenendo l’attività e l’azienda agricola come elemento centrale della loro intrapresa.

E’ indispensabile però che la Provincia faccia la sua parte; le strade devono essere rese più sicure e scorrevoli, devono essere mantenute e regolarmente scerbate e i servizi di manutenzione devono essere affidati ai piccoli imprenditori agricoli del territorio.
L’ambiente deve essere curato e piacevole alla vista del visitatore che deve trovare i nostri borghi medievali recuperati e valorizzati attraverso il restauro di tutte le eccellenze architettoniche presenti.
Si deve dare l’idea di qualità della vita e di rispetto delle tradizioni per fare in modo che il turista possa assaporare e vivere il paesaggio. E’ indispensabile quindi che possa acquistare i prodotti locali alimentando quella micro-economia che è indispensabile per la sopravvivenza dell’entroterra.

La nostra proposta è quella di costituire, di concerto ed in collaborazione con le amministrazioni comunali e con le associazioni culturali presenti sul territorio, una rete di centri di valorizzazione dell’entroterra imperiese. Attraverso i centri di valorizzazione, che possono essere anche esercizi commerciali privati,  sarà possibile svolgere attività di aggregazione dei prodotti tipici e di erogazione di servizi informativi da rivolgere ai turisti.

I centri potranno essere motori di sviluppo economico e importante occasione di inserimento nel mondo del lavoro dei giovani residenti nelle aree interne.
Per il reperimento delle somme necessarie all’avvio dei centri si dovranno presentare progetti integrati in grado di aggregare risorse messe a disposizione dalla Regione, dalla legge nazionale sul servizio civile volontario e da ogni altro strumento finanziario.
La permanenza dell’uomo nelle aree interne dipende dalle condizioni economiche, dal livello dei servizi, dalle fruizione delle reti telematiche ed informatiche. Su tutte queste tematiche è necessario investire perché dalla permanenza dell’uomo nelle aree interne dipende la tenuta dell’assetto territoriale e ambientale della nostra provincia.

La Provincia dovrà essere più vicina alle amministrazioni comunali dell’entroterra, ad esempio mettendo a disposizione dei piccoli comuni, a seguito di apposite convenzioni, il proprio personale di polizia provinciale per lo svolgimento di funzioni di polizia rurale e di controllo dell’ambiente.