La questione ambientale è una delle tematiche principali sulle quali concentreremo le nostre migliori energie. A tal proposito gli aspetti su cui si vuole approfondire la nostra proposta sono principalmente due: da un lato una valorizzazione delle splendide risorse naturali di cui ancora disponiamo, oltre che per un motivo prettamente ideale, anche per gettare i presupposti di un rilancio della nostra economia, in particolar modo turistica ed agricola, su solide basi di eco-compatibilità e dall’altro lato per una politica di gestione dei rifiuti e del servizio idrico integrato che sappia mettere all’angolo la cattiva gestione fin qui dimostrata e le speculazioni che rendono i servizi scadenti, costoso per le famiglie e le imprese e poco attento alle esigenze degli utenti e dei piccoli Comuni dell’entroterra.
La particolarità del nostro territorio permette di pensare ad un piano strategico che metta in rete i tre elementi fondamentali: mare, costa e montagna. Un vero e proprio pacchetto da vendere in maniera complessiva sul mercato mondiale, in un’ottica di turismo di qualità responsabile e rispettoso dell’ambiente. Questo tipo di impostazione è percorribile solo pensando ad un vero e proprio marketing territoriale, nel quale l’offerta turistica sia pensata in un quadro di insieme.
La volontà di puntare sul turismo delle seconde case, che ha rappresentato prevalentemente una speculazione ed un bene rifugio piuttosto che una fonte di produttività economica, ha impedito di progettare un’offerta turistica integrata, capace di valorizzare da un lato il territorio, dall’altro lato le strutture ricettive alberghiere.
Bisogna quindi andare a valorizzare i modelli positivi che vanno in un’altra direzione:
- gli itinerari enogastronomici che guardino alle produzioni tipiche del territorio come all’elemento di più forte attrazione
- la riscoperta delle enormi bellezze naturali;
- la valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico presente in provincia attraverso la riqualificazione dei borghi medievali dell’entroterra
- le esperienze di albergo paese;
- la riqualificazione delle strutture alberghiere;
- un’attenta valorizzazione e gestione del Parco costiero (pista ciclabile)
- un’attenta valorizzazione e gestione del parco delle Alpi Liguri
- la tutela del mare e il suo rilancio sia come attività produttiva, sia come attrattiva turistica;
a) Le scelte improrogabili per la gestione dei rifiuti
Nell’organizzazione dello smaltimento dei rifiuti è emersa tutta l’incapacità di chi sino ad oggi ha governato l’ente Provincia. Negli ultimi dieci anni la Provincia non è riuscita ad elaborare un Piano Provinciale dei Rifiuti che fosse, se non propriamente concreto e virtuoso, almeno formalmente credibile. Al termine di una lunga stagione caratterizzata dalla palese incapacità, e mancata volontà, di affrontare questa importante problematica abbiamo assistito all’inevitabile commissariamento da parte della Regione Liguria.
La situazione della nostra provincia denota gravissimi ed imperdonabili ritardi ed una gestione assolutamente criticabile. La riduzione dei rifiuti prodotti e della loro pericolosità, è la priorità strategica nella gestione di tutti i tipi di rifiuto.
L’obiettivo strategico di superare lo smaltimento in discarica di rifiuti non trattati è un obiettivo indifferibile.
La raccolta differenziata, scelta di spessore sociale e culturale, è uno degli strumenti coi quali accrescere la quota di materia riciclata e va incentivata in ogni modo e con ogni mezzo. L’obiettivo minimo di legge è ancora troppo lontano nella nostra provincia e in quest’ottica è necessario promuovere una campagna di sensibilizzazione e di sostegno ai piccoli comuni dell’entroterra che faccia crescere la consapevolezza dei cittadini e degli enti locali sulla necessità di autoeducarsi e autodisciplinarsi alle pratiche del risparmio, del recupero, del riciclaggio e del riuso.
Noi proponiamo una politica dello smaltimento dei rifiuti che si articola su tre grandi parole d’ordine: riduzione della produzione di rifiuti, raccolta differenziata dei rifiuti, separazione, recupero e riciclo dei rifiuti. Solo al termine di questo ciclo virtuoso che dovrà portare ad una drastica riduzione del rifiuto inutilizzabile, sarà possibile parlare, secondo i criteri della miglior sostenibilità economica ed ambientale, di smaltimento in discariche di servizio o di possibili altre forme di valorizzazione anche a fini energetici. Sarà tuttavia indispensabile seguire con estrema attenzione gli sviluppi innovativi proposti dalle moderne tecnologie affinché si possano velocemente intraprendere le scelte più virtuose dal punto di vista ambientale e salutistico.
b) L’acqua bene vitale delle comunità
Su questa materia occorre un messaggio chiaro e insindacabile: siamo contrari alla privatizzazione forzosa del servizio idrico integrato.
Riteniamo l’acqua un bene vitale per l’uomo e consideriamo la distribuzione dell’acqua il servizio pubblico per eccellenza. Non sono parole come industrializzazione dell’acqua e privatizzazione che porteranno ad una migliore gestione della risorsa idrica e ad un abbattimento delle tariffe a carico degli utenti.
Consideriamo il servizio idrico integrato come un servizio che, per le sue caratteriste intrinseche, non può avere rilevanza economica e pertanto un servizio che si colloca al di fuori delle prescrizioni normative altrimenti vigenti per gli altri servizi pubblici economici.
Inseriremo questo concetto nello statuto provinciale e sosterremo i piccoli comuni dell’entroterra nella loro battaglia per il mantenimento della gestione diretta dell’acquedotto.
E’ indispensabile che la Provincia si schieri con decisione a favore di una prospettiva che veda l’acqua come una risorsa pubblica di importanza primaria che, nell’ambito di una gestione diversificata, venga valorizzata quale bene comune indispensabile e, quindi, inviolabile. Si tratta di un’inversione di tendenza culturale, capace di mettere in chiaro il concetto fondante di diritto all’acqua. Un’ipotesi di questo tipo deve essere accompagnata da una gestione capace di limitare gli sprechi anche attraverso opere di manutenzione e con idonee campagne di informazione e sensibilizzazione. Occorre dunque assicurare una gestione della risorsa idrica adeguata alla sua considerazione di bene comune e di risorsa strategica.
c) Energia pulita e risparmio energetico
La questione delle energie rinnovabili ed eco-compatibili deve essere messa al primo posto nell’ambito di una visione dello sviluppo economico sostenibile ma anche in considerazione dei costi crescenti del petrolio. Quello a cui si punta è infatti un’inversione di tendenza, grazie alla quale crescita, salvaguardia ambientale ed equità diventino l’articolazione di uno stesso obiettivo. La nuova Provincia di Imperia, in tal modo, potrà rappresentare un’opportunità ed un esempio per chi intende discostarsi dai mali del passato in direzione di una prospettiva radicalmente nuova.
Nei prossimi anni si dovrà avviare un piano generalizzato di risparmio energetico negli edifici pubblici. Tale piano, oltre a contribuire al miglioramento dell’ambiente, potrà favorire lo sviluppo, tramite la leva della domanda pubblica, di un’offerta di prodotti e servizi innovativi capace di generare effetti di rete diretti e indiretti nel tessuto produttivo.
Sul fronte delle energie pulite si dovranno promuovere e far diventare attuali quelle esperienze che propongono piccoli impianti di produzione di energia elettrica da fotovoltaico, mini-idro (sfruttando l’acclività del nostro territorio), mini-eolico e da bio-massa.
Su quest’ultimo punto si dovrà investire molto su progetti di recupero e valorizzazione degli scarti di lavorazione dell’olivicoltura che possono diventare una risorsa invece che un problema, quale attualmente sono.



