Provinciali 2010 – Mauro DELUCIS

Mauro Delucis

Mauro Delucis

Candidato nei collegi IMPERIA III e IMPERIA IV

Sono Mauro Delucis, nato quasi 37 anni fa a Torino, trasferitomi nel Ponente per amore e residente a Dolcedo da dieci anni, sono sposato e ho tre figli.

Lavoro presso una software house di Imperia e da un anno ho maturato la decisione di non delegare ad altri il diritto di decidere per me in politica e di impegnarmi direttamente per cercare di cambiare cosa secondo non va nel nostro comune e nella nostra provincia. Per questo motivo ho deciso di tesserarmi per l’Italia dei Valori l’anno scorso e sono entrato in contatto con il circolo “Falcone e Borsellino” di cui sono diventato il presidente dopo le dimissioni del mio predecessore.

Il programma politico per cui mi spenderei se diventassi consigliere provinciale si può condensare in tre punti: trasparenza, software libero e ambiente. Vediamo questi punti uno per uno:

TRASPARENZA

La provincia di Imperia così come molte altre partecipa alla gestione di molte società, a volte come socio con altri enti e a volte come socio unico.

Queste società vengono pertanto finanziate anche, se non solo, con denaro pubblico ed è giusto che i loro bilanci e gli emolumenti di chi le amministra non siano solo pubblici nel senso che chi li vuole conoscere possa andare a informarsi, devono essere pubblicati direttamente sul web in modo che chiunque possa controllarli con pochissimo sforzo.

Questo non tanto per dimostrare che non ci sia nulla da nascondere, quanto perché i politici dovrebbero essere al servizio dei cittadini e non viceversa.

Per essere più chiaro vi elenco alcune delle società partecipate dalla Provincia di Imperia sono (le trovate tutte alla pagina del sito ufficiale http://www.provincia.imperia.it/DesktopDefault.aspx?tabID=10882):

  • AEROPORTO DI VILLANOVA D’ALBENGA SPA. Proprio quello tra i meno remunerativi d’Italia! Questa società è partecipata al 15,71% e ricordo che stiamo parlando di denaro pubblico che gli imperiesi pagano molte volte a causa della partecipazione in questa società della Provincia, della Camera di Commercio di Imperia, dei comuni di Imperia, Sanremo, Diano Marina e dello Stato in ALITALIA. L’unico consigliere nominato dalla Provincia (su due totali) incassa 4000 euro all’anno per il suo incarico.
  • ALPI LIGURI SVILUPPO E TURISMO S.r.L. Questa società è controllata dalla Provincia di Imperia per il 99,32% secondo il sito della Provincia stessa e per il 96,22% secondo quello della società, chissà chi ha ragione. Le altre quote sono appannaggio delle comunità montane della zona e di alcuni comuni dell’entroterra (tutti con lo 0,378 delle quote societarie). Ad ogni modo l’ente provinciale nomina il presidente del consiglio di amministrazione e un consigliere ma non è dato sapere quali sono i loro compensi. Perché non appaiono nel sito della Provincia come gli altri? Ecco cosa intendo per scarsa trasparenza.
  • SOCIETA’ PER LA PROMOZIONE DELL ’UNIVERSITA’’ NELL’IMPERIESE – S.P.U.I. SPA. Questa società è controllata per il 50% dalla Provincia che ne ha nominato il presidente (per la carica gli spettano 22.310,94 euro all’anno) e – a differenza delle due precedenti – non è possibile trovare facilmente l’assetto societario che quindi per il normale cittadino rimane una scatola nera.

SOFTWARE LIBERO

Sfatiamo subito un falso mito: il software libero non è gratuito, o almeno non lo è necessariamente. In realtà con l’espressione si intende un software a codice sorgente aperto, cioè che può essere letto e modificato da chiunque.

Ricordo che secondo il decreto legislativo 82/05 le Pubbliche Amministrazioni, prima di acquisire programmi informatici, devono realizzare una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le soluzioni disponibili sul mercato, ivi incluse le soluzioni in software libero. Non è forse inutile segnalare che questo punto è completamente inattuato dalla Provincia di Imperia.

A questo punto occorre evidenziare i vantaggi che avrebbe una P.A. nell’utilizzare il software libero nei suoi uffici:

  • Riduce i costi di gestione del software perché anche senza considerare il prezzo iniziale - solitamente più basso di quello del software proprietario -per gli interventi di manutenzione e le migliorie non sarebbe necessario chiamare necessariamente la casa madre ma si potrebbe contattare un professionista esperto della tecnologia, fornendo magari lavoro a una persona/ditta del territorio.
  • Sposta il budget dal supporto (per le assistenze ai malfunzionamenti) allo sviluppo di nuove funzionalità, il denaro quindi verrebbe speso per avere più funzioni operative dai programmi invece che per sistemare o correggere quelle già esistenti (sempre che sia possibile, provate a chiedere una modifica di Excel e vedremo cosa vi risponderà Microsoft).
  • Permette un vero controllo della tecnologia nel senso che consente a ogni ente pubblico di liberarsi dalla schiavitù di avere un sistema operativo ben preciso che richieda un PC potente anziché uno più economico.
  • Il software libero è riusabile! Cioè può essere utilizzato non solo dalla P.A. che lo ha commissionato o acquistato ma anche da altre, con evidente risparmio di denaro pubblico.

Naturalmente non si può pensare che un passaggio al SL sia tutto rose e fiori, infatti rende necessaria la formazione dei responsabili IT degli enti perché siano in grado di configurare il software e di effettuare gli interventi di loro competenza.

AMBIENTE

Riguardo alla situazione in cui anni e anni di governo del centrodestra hanno ridotto la provincia ci sarebbero così tante cose da dire che questa mia presentazione finirebbe per diventare troppo lunga, anche se amaramente interessante.

Vi basti per ora sapere che se fse fossi eletto sarebbe mia cura contattare degli esperti perchè mi suggeriscano gli interventi necessari per risolvere le situazioni più gravi, anche facendo riferimento al documento relativo all’ecosistema urbano pubblicato da Legambiente e relativo all’anno 2008 (quello del 2009 non è ancora disponibile).

Vediamo alcuni dati significativi:

  • Come ecosistema urbano la provincia di Imperia si piazza al 87esimo posto. Sapete quante province ci sono in Italia? Centosette. Sapete quante province del nord si posizionano dopo la nostra in questa classifica? Nessuna.
  • La capacità di depurazione media di una provincia italiana è dell’ottantanove percento, nella nostra è pari a zero. Ripeto: zero.
  • Abbiamo molto più diossido di azoto rispetto alla media, peccato che sia cancerogeno e comunque molto tossico.
  • Noi cittadini della provincia di Imperia abbiamo a disposizione ben 2 metri quadrati di verde pubblico urbano ciascuno! La media delle altre province è di 11,2 metri quadrati per abitante.