Villa Carpeneto è stata costruita nei primi anni del 900 dal sig. Coardi Paolo di Carpeneto.
Il 3 novembre 1937 l’immobile viene trasferito all’Opera Nazionale Protezione Maternità ed Infanzia e proprio al fine di trasformarlo in un istituto OMNI è oggetto di ristrutturazione e di suddivisione interna.
Nel 1977, a seguito dello scioglimento dell’OMNI la villa viene trasferita in capo al Comune di Imperia che provvede alla sua ristrutturazione.
Il 26 ottobre 2009 il Consiglio Comunale discuterà, in pratica, la sua messa in vendita.
L’IdV dice no alla vendita dell’immobile condividendo ampiamente le ragioni espresse dalla petizione popolare che in questi giorni vede impegnati molti cittadini di tutti gli orientamenti politici e sotto nessuna bandiera di partito, alla raccolta delle firme per dire al Sindaco di non riproporre in Consiglio Comunale la vendita della villa.
Diciamo no alla vendita della villa perché essa appartiene alla storia della nostra città e dei suoi cittadini ed in particolare dei cittadini Portorini;
Diciamo no alla vendita della Villa perché essa può svolgere importati funzioni pubbliche quali il rilancio turistico della zona tenendo conto anche del percorso del progetto “Dal Parasio al Mare” oppure per recuperare quella che fu la sua primaria destinazione e farla diventare una scuola materna e/o un asilo nido di cui c’è proprio bisogno per soddisfare le tantissime richieste dei cittadini Imperiesi.
Se crediamo tutti in quello che diciamo e cioè che occorre tutelare la famiglia, questa è una necessità importante e strategica.
Ovviamente le sofferenze del bilancio Comunale sono la base della vendita dell’immobile e, se è vero che, come è stato detto in Consiglio Comunale nell’ultima seduta, i fondi eventualmente ricavati dalla vendita dell’immobile, che saranno di circa due milioni di euro, serviranno al Comune per riasfaltare la strada di Caramagna allora il nostro NO è ancora più convinto e deciso.
Tuttavia siamo anche coscienti che dire no non è sufficiente perché sappiamo bene che chi ha in mano il portafoglio di questa città alla fine, comunque, le risorse economiche da qualche parte le deve trovare. Ed allora la nostra proposta alternativa alla vendita di Villa Carpeneto, che è l’ultimo bene rimasto di proprietà dei cittadini Imperiesi, è la dismissione delle quote partecipative che il Comune ha in alcune società di capitali ed in particolare: la cessione delle quote dell’aereoporto di Albenga per cui partecipa con il 6,28%; la dismissione delle quote dell’autostrada Albenga, Garessio Ceva in cui partecipa con il 3,50%. La dismissione delle quote in due società non strategiche per il Comune di Imperia ma soprattutto che non sono nel proprio territorio e che quindi i cittadini Imperiesi non vivono in prima persona.
Ora non essendo contabili e senza una circostanziata perizia ovviamente non siamo in grado di dire se il ricavato della dismissione delle quote di partecipazione nelle società appena citate può arrivare ai due milioni di euro ma, se proprio manca qualche spicciolo, si potrebbe distrarre dalla vendita delle quote del Porto di Imperia SpA.
Una volta ristrutturata e valorizzata Villa Carpeneto potrebbe diventare un bellissimo asilo nido (e non solo) e riacquisirebbe quei titolo di salvaguardia della maternità e dell’infanzia voluto nella storia della Villa stessa.
Dario Dal Mut




Magari non riusciranno a venderla come le quote del porto e la passeranno a trattativa privata.
“serviranno al Comune per riasfaltare la strada di Caramagna allora il nostro NO è ancora più convinto e deciso.”?????
E per asfaltare via littardi che cosa hanno intenzione di vendere?
Noi ci lamentiamo della vendita di una villa ed è giusto che il lamento arrivi ai nostri amministratori locali. Ma sarebbe il caso che avessimo la possibilità di impedire che lo facciano…..servono i soldi? bene che non li sperperassero per cazzate e facessero una buona economia tagliando le spese inutili. Imperia potrebbe vivere di rendita sul turismo, ma, gli amministratori non sono mai stati capaci di saper valorizzare i gioielli come li chiama l’amico Dario.
Il contenuto della lettera sottoscritta da tutta l’opposizione inerente il vincolo della Villa.
La ricerca è stata fatta dal Consigliere Comunale Gianni Rollero della Lista Civica.
“”"Ringraziando la S.V. per la celerità con cui ha provveduto a rispondere alla mia richiesta di parere relativa all’esistenza di vincolo di destinazione della sopra indicata Villa Carpenetto, formulata durante la seduta consiliare del 26/10/2009, ritengo che la documentazione allegata non comprovi assolutamente nulla e comunque non esprime alcun parere in merito.
Ribadisco dopo avere consultato più esperti in materia, a mio nome e a nome di tutti i Consiglieri di minoranza, la convinzione che il vincolo di destinazione degli immobili come “Casa dell’ infanzia” sussista a tutt’oggi.
Tale volontà viene espressa chiaramente sia dalla parte venditrice che dalla parte acquirente nell’atto Notaio A. Anselmi rep. 24483 del 03/11/1937, al quale risulta allegato, come parte integrante, un Decreto dell’allora Ministro degli Interni che autorizza l’ acquisto al fine di” adibire la villa a casa della madre e dell’infante”.
A seguito della Legge 23/12/1975 n. 698 relativa allo scioglimento e trasferimento delle funzioni dell’ Opera Nazionale per la protezione della Maternità e dell’Infanzia la nostra convinzione viene ulteriormente rinforzata, in quanto l’art. 3 della Legge viene riportato che a decorrere della data indicata le funzioni amministrative relative agli asili nido sono attribuite ai Comuni e l’Art.5 recita testualmente : “Il patrimonio immobiliare, con relativo arredamento ed attrezzature e quanto altro costituisce patrimonio dell’ ONMI è trasferito al patrimonio delle Provincie e dei Comuni dove i beni sono ubicati in corrispondenza dell’ attribuzione di funzioni di cui ai precedenti articoli”.
Nulla lascia intravedere neppure il minimo accenno che la destinazione degl’immobili oggetto di trasferimento venga variata.
Nessuno nega che altri Comuni Italiani abbiano provveduto vendere detti immobili, e noi non abbiamo mai dichiarato che Villa Carpenetto non sia alienabile, ma sosteniamo che è possibile procedere alla vendita purché sia mantenuta la destinazione di casa per l’infanzia.
Si ribadisce ancora che il vincolo di destinazione è stato introdotto con precise volontà stipulate con regolari Atti pubblici e chiediamo pertanto alla S.V. e all’ Amministrazione del Comune di Imperia con quale norma certa o provvedimento pubblico sia stato eliminato .
Distinti Saluti
“”"
[...] Dal sito/blog Circoloidvimperia.it al seguente indirizzo:http://www.circoloidvimperia.it/?p=10 Toti ottobre 30th, 2009 at 23:36 [...]