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	<title>Circolo Italia dei Valori Falcone e Borsellino Imperia -  C.F. 91037990081</title>
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		<title>L&#8217;uccisione di Angelo Vassallo e la battaglia epocale contro le mafie&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 20:42:24 +0000</pubDate>
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da il Manifesto del 7/09/2010

<p>Bersaglio mobile che deve essere freddato a colpi d’arma da fuoco. Per punirlo, ma anche per inviare un messaggio a quanti decidono di amministrare la cosa pubblica nel solo interesse dei cittadini, contrastando la rapacità dei clan. L’uccisione di Vassallo, sindaco di Pollica-Acciaroli, gioiello di un Cilento bellissimo, riconsegna al Paese [...]]]></description>
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<div><strong>da il Manifesto del 7/09/2010</strong></div>
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<p>Bersaglio mobile che deve essere freddato a colpi d’arma da fuoco. Per punirlo, ma anche per inviare un messaggio a quanti decidono di amministrare la cosa pubblica nel solo interesse dei cittadini, contrastando la rapacità dei clan. L’uccisione di Vassallo, sindaco di Pollica-Acciaroli, gioiello di un Cilento bellissimo, riconsegna al Paese un dolore<img class="alignright size-full wp-image-3308" src="http://www.circoloidvimperia.it/wp-content/uploads/2010/09/angelo-vassallo.jpg" alt="angelo-vassallo" width="300" height="239" /> purtroppo non sconosciuto e ci ricorda come la politica possa diventare il principale obiettivo delle mafie quando dimostra di essere onesta. Quelle mafie che infiltrano le istituzioni, l’economia, il lavoro, la società. Quelle mafie che hanno il volto del killeraggio armato, ma che sanno soprattutto assumere la faccia ‘pulita’ &#8211; e per questo pericolossissima &#8211; del business. Siedono nei cda delle società miste; partecipano alle gare per gli appalti pubblici; riescono a gestire lo smaltimento dei rifiuti, incassando commesse in modo apparentemente corretto; sfruttano per la speculazione edilizia piani regolatori confezionati ad hoc; prendono parte all’assegnazione dei finanziamenti europei, elargiti da amministratori conniventi con società contianchirollate da prestanome o spudoratamente riconducibili a criminali. Quelle mafie che non bussano più alla porta della politica perché è la politica che bussa alla loro: offrono voti all’aspirante sindaco o parlamentare, in cambio di un lasciapassare negli affari  che le amministrazioni, soprattutto locali, gestiscono. Favorendo il crimine che li ha favoriti nella corsa al potere. Quando non arrivano –ed è frequente- a posizionare nelle liste elettorali uomini di fiducia, pronti a fare le loro veci e i loro interessi. Ad ogni livello, anche nazionale. Può però capitare che nel paese di Gomorra e de o’ sistema, ci sia qualcuno che rompa questa contaminazione illecita. Magari un sindaco di un comune cilentino. Un primo cittadino che individua il rispetto dell’ambiente come punto cardine del suo operato e che, insieme alle associazioni, si impegna contro l’edilizia abusiva per la difesa delle coste, sostenendo inoltre la raccolta differenziata. In una terra in cui l’ambiente è forziere di arricchimento e di controllo del territorio per il crimine, questo sindaco non solo è dannoso per l’arricchimento mafioso ma addirittura offensivo della sua ‘dignità’. Un colpo economico, un’onta etica. A cui si risponde in un solo modo: l’esecuzione. La politica che si fa baluardo di legalità al tempo stesso si trasforma in bersaglio mobile delle cosche. Perché ne esiste un’altra che sceglie di svendersi per vantaggio, ponendosi al servizio dei boss senza contorcimenti morali. Gli amministratori locali possono essere sentinelle sul territorio e presidio capillare della giustizia. Lasciati soli dallo Stato, con l’appoggio delle sole forze dell’ordine e della magistratura, alcuni di loro affrontano a ‘mani nude’ le mafie nelle periferie del Paese: un corpo a corpo che senza il Governo rischia di farsi martirio. La battaglia a cui siamo chiamati deve avere infatti un respiro nazionale, puntando sulla mobilitazione della società. Provvedimenti come il ddl intercettazioni o il processo breve, il condono edilizio e lo scudo fiscale, oppure la vendita all’asta dei beni confiscati, possono ostacolare l’operato coraggioso dei Vassallo d’Italia. Ora, partiti e Governo devono cessare con la retorica dell’anti-mafia, per scegliere quella della coerenza legislativa e del contrasto politico (garantendo l’occupazione regolare dove il lavoro è presidio di legalità ed impegnandosi al rispetto del codice etico nelle candidature). La battaglia epocale contro le mafie si può vincere, ma serve volontà. E questa volontà è in primis politica.</p>
<p><a href="http://www.luigidemagistris.it/" target="_blank">Luigi de Magistris</a></div>
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		<title>Ci vediamo il 2 ottobre in piazza&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 10:41:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>willycoyote</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Un regime che tramonta è un potere autoritario che si rende ancora più pericoloso. Gli ultimi giorni della Germania nazista e dell’Italia fascista ci hanno insegnato come un sistema dispotico possa arrivare a giocarsi il tutto per tutto nella cieca battaglia per la sopravvivenza. Se crolla, non esita a trascinare nel gorgo l’intero Paese. Se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un regime che tramonta è un potere autoritario che si rende ancora più pericoloso. Gli ultimi giorni della Germania nazista e dell’Italia fascista ci hanno insegnato come un sistema dispotico possa arrivare a giocarsi il tutto per tutto nella cieca battaglia per la sopravvivenza. Se crolla, non esita a trascinare nel gorgo l’intero Paese. Se crolla, non esita<img class="alignright size-full wp-image-3305" src="http://www.circoloidvimperia.it/wp-content/uploads/2010/09/Luigi_De_Magistris.jpg" alt="Luigi_De_Magistris" width="247" height="307" /> ad usare la ferocia. Sentendo la minaccia del suo disfacimento, si accanisce per restare in piedi, anche logorato e barcollante. Capace quindi di mettere in campo ogni mezzo e ogni strategia per tenersi forzatamente in vita: maggiore controllo sociale, del parlamento, delle istituzioni; forzatura delle leggi, della Costituzione e degli equilibri fra poteri dello Stato; operazioni di ‘silenziamento’ della critica politica, come il dossieraggio sporco o le campagne mediatiche di aggressione verso ogni forma di dissenso, interno e esterno. E’ il rischio a cui è esposta l’Italia ormai priva di una maggioranza degna di questo nome, costretta ad assistere al triste spettacolo di un esecutivo senza bussola e senza stella polare che pure si ostina a (non) governare. Per Berlusconi e per molti dei suoi uomini più fedeli, inoltre, il governo è un porto franco per evitare i tribunali: ragione ulteriore per difendere il posto di potere come ultima ancora di salvezza nei confronti della giustizia. Massima deve essere quindi la vigilanza democratica dei partiti di opposizione, dei movimenti e della società civile. Soprattutto perché il regime in questione, che ha il volto di 16 anni di berlusconismo, è arrivato alla sua fase finale anche per il dissolvimento etico e la compromissione giudiziaria che lo hanno caratterizzato. Da Cosentino a Verdini, da Brancher a Scajola, passando per lo scandalo P3. Di tale compagine non ci si può dunque fidare, se vogliamo almeno continuare, o meglio ritornare a respirare ossigeno democratico. Di prove di ferocia, questo regime agonizzante, ne ha già date molte: l’epurazione del dissenso nel PdL, il killeraggio mediatico di Fini, l’accelerazione sui provvedimenti per scudare il premier (processo breve, ddl Costa etc), l’insistenza sul voto bypassando la Costituzione e il ruolo che, in caso di crisi dell’esecutivo, essa affida al Capo dello Stato. Sono risuonate in questi mesi parole preoccupanti e non sono mancate minacce non troppo velate: volontà popolare (in salsa plebiscitaria) come unica legittimazione al governo, incompatibilità politica, tribunali di partito e probiviri, milizie di contestazione dell’alleato traditore. Per questo il secondo appuntamento del No B Day, organizzato il 2 ottobre dal Popolo viola a Roma e in tante altre piazze nel mondo, è una chiamata alle armi pacifiche della mobilitazione civile in difesa della libertà. Sarà una sfida importate. Ripetere il successo del 5 dicembre scorso, quando la capitale accolse un milione di anime democratiche venute a chiedere le dimissioni del premier, è però possibile. Questa volta, la coscienza vera del Paese avanzerà altre due richieste alla classe politica, per evitare che in futuro si ripeta l’errore del passato: una legge sul conflitto di interessi e una nuova legge elettorale, che riconsegni ai cittadini il diritto di scegliere chi debba rappresentarli, visto che oggi al loro posto decidono le segreterie dei partiti e i giochi di palazzo. Ci vediamo in piazza il 2 ottobre.</p>
<p>Luigi de Magistris</p>
<p><a href="http://www.luigidemagistris.it"><strong>www.luigidemagistris.it</strong></a><strong> </strong></p>
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		<title>Calziagirone e altre storie&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 13:16:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>willycoyote</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica locale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>SINISTRA PER IMPERIA                                  ITALIA DEI VALORI                            RIFONDAZIONE COMUNISTA</p>
<p style="text-align: center">COMUNICATO STAMPA</p>
<p>Le conclusioni della riunione del Cda della Porto di Imperia sono state esattamente quelle preannunciate dai giornali. E quindi confermiamo il giudizio negativo già espresso dai nostri gruppi consiliari singolarmente in diverse sedi.
Ci chiediamo ancora con maggior convinzione di prima in che cosa consista la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>SINISTRA PER IMPERIA                                  ITALIA DEI VALORI                            RIFONDAZIONE COMUNISTA</strong></p>
<p style="text-align: center"><strong>COMUNICATO STAMPA</strong></p>
<p>Le conclusioni della riunione del Cda della Porto di Imperia sono state esattamente quelle preannunciate dai giornali. E quindi confermiamo il giudizio negativo già espresso dai nostri gruppi consiliari singolarmente in diverse sedi.<br />
Ci chiediamo ancora con maggior convinzione di prima in che cosa consista la ripresa di ruolo del Comune, visto che né dalla composizione del Cda, né dalle dichiarazioni del Sindaco è emerso alcun cambiamento significativo. Dove è andata a finire la volontà di indicare il direttore dei lavori? Oppure di introdurre patti parasociali di maggior salvaguardia delle prerogative pubbliche?<br />
E del tutto evidente che il Comune non ha ottenuto nessun risultato politico, nemmeno relativamente alla nomina del direttore dei lavori, poiché chiarissimamente si tratta di tecnico di fiducia del binomio Cozzi-Caltagirone, progettista sia del porto di San Lorenzo che di quello di Ventimiglia!!<br />
Ciò che si sta profilando, invece, ha caratteristiche opposte alle intenzioni baldanzosamente sostenute negli ultimi mesi: un rafforzamento ulteriore del privato e una riconferma in toto della linea della Porto di Imperia che, per evidenti ragioni di quote societarie, coincide con quella di Caltagirone. L’Amministrazione Comunale non ha espresso il suo punto di vista neppure attraverso l’unico membro del Cda che la rappresenta direttamente e sarebbe ben autorizzato a fare proposte e dare giudizi dal punto di vista degli interessi pubblici (lo stesso, anzi, risulterebbe non aver avuto parole tenere nei confronti del Sindaco nel corso del precedente &#8216;vertice politico&#8217;).<br />
Che cosa farà adesso il vicesindaco Lanteri? Si dimetterà, come aveva più volte minacciato, fin dal momento dei primi contrasti con Conti, se non fossero cambiati “gli interlocutori”?<br />
La conferenza stampa di ieri ben rappresenta quale è il clima: Caltagirone si è esibito in una difesa “alla Berlusconi” del proprio operato, comprensiva di rituale rettifica del suo Ufficio Stampa, prendendosela con i giornalisti “che denigrano” e con l’ex direttore dei lavori, colpevole di non essere stato sufficientemente acquiescente. Sempre seguendo il &#8216;modello Berlusconi&#8217;, Caltagirone ha usato la carta del populismo più banale, sostenendo che le critiche dei consiglieri di opposizione sono strumentali e che la gente comune è dalla sua parte. Il gioco è quindi del tutto scoperto: abbiamo un imprenditore che svolge apertamente una funzione di leadership politica, sovrastando il ruolo istituzionale degli amministratori locali, a cominciare dal primo cittadino.<br />
Posto che il peronismo dei costruttori edilizi, con relativa esaltazione del rapporto diretto con il popolo, era l’ultima cosa cui pensavamo di assistere, vogliamo ribadire a Caltagirone che la cosiddetta “gente comune” di Imperia è piena di dubbi sulla qualità e sulla funzione del suo porto, a cominciare dalle sue effettive potenzialità occupazionali e dalla possibilità di essere il volano di un reale sviluppo economico per il territorio. Nel contempo, leviamo ai cittadini imperiesi, alle forze sociali e alle parti politiche un allarme democratico per questo tipo di conduzione della cosa pubblica, che irresponsabilmente si affida ad un potere economico lasciato senza controlli e limitazioni.<br />
Il Consiglio Comunale del 23 parte quindi male, perché la Giunta Strescino, dopo tante parole, si appresta a confermare la linea varata dall’amministrazione precedente.<br />
Da parte nostra, stando così le cose, ci sarà una opposizione decisa e puntuale volta a chiarire i punti oscuri dell’iter della pratica, le responsabilità pubbliche e private, indicando nello stesso tempo le strade per la ripresa di un maggiore controllo sull’opera da parte pubblica. La spiegazione dei punti controversi fatta nel suo comunicato dal Presidente della Porto di Imperia a nostro giudizio è molto parziale e lascia molti interrogativi aperti, anche riguardo alle ragioni delle indagini giudiziarie in corso. Interrogativi che non sono certo “formalismi”, per riprendere un termine usato da Calzia, ma motivi ben sostanziali, riconducibili proprio “al perseguimento del bene comune”, cioè del bene pubblico.<br />
Poiché, come noto, il regolamento consigliare del Comune di Imperia penalizza fortemente i tempi degli interventi dei gruppi formati da un unico componente, già da ora annunciamo che ci coordineremo tra noi in modo da avere la possibilità di affrontare nell’insieme dei nostri contributi tutti gli aspetti di questa importantissima discussione in Consiglio Comunale.</p>
<p>Imperia, 4 settembre 2010</p>
<p><strong><em>Dario Dal Mut (Italia dei Valori)        <br />
Pasquale Indulgenza (Rifondazione Comunista)<br />
Carla Nattero (Sinistra per Imperia)</em></strong></p>
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		<title>Di Pietro alla festa del PD di Torino</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 12:50:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Di Pietro]]></category>
		<category><![CDATA[festa pd Torino]]></category>
		<category><![CDATA[idv]]></category>
		<category><![CDATA[Marini]]></category>
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<p>Da Il Fatto Quotidiano:</p>
<p>Torino, festa nazionale del Pd. Tardo pomeriggio, piazza Castello gremita, va in scena il confronto  tra Franco Marini, padre nobile del partito, ex sindacalista Cisl, ex presidente del Senato, e Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori.
Marini padrone di casa e Di Pietro l’alleato ospite con cui dialogare davanti al proprio pubblico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ULOuXZT6le8"></a><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ULOuXZT6le8" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/ULOuXZT6le8"></embed></object></p>
<p>Da <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/02/marini-che-spot-per-di-pietro/55776/" target="_blank"><em>Il Fatto Quotidiano</em></a>:</p>
<p>Torino, festa nazionale del Pd. Tardo pomeriggio, piazza Castello gremita, va in scena il confronto  tra Franco Marini, padre nobile del partito, ex sindacalista Cisl, ex presidente del Senato, e Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori.<br />
Marini padrone di casa e Di Pietro l’alleato ospite con cui dialogare davanti al proprio pubblico, magari cercando di metterlo in difficoltà. Sferzandolo su temi a cui il militante di sinistra è più sensibile, ma cercando di portarlo comunque a “convergenze parallele” anti-berlusconiane. Elementare. Quando c’è il Pd di mezzo, spesso la cosa che appare più elementare passa attraverso l’ufficio complicazioni affari semplici.</p>
<p>Così Marini s’infila nel vicolo cieco dell’alleanza con l’Udc: “Dobbiamo fare tutto il possibile per portare  Casini con noi”. Per Di Pietro è gioco facile suscitare entusiasmo e raccogliere gli applausi della platea democratica: “Ma cosa cambia tra Casini e Mastella?”. Alla fine Tonino lascia piazza Castello da trionfatore, mentre il pugile avversario se ne va via col volto tumefatto, senza uno straccio di militante attorno, nessuno a chiedere una stretta di mano. Un “giovane democratico” scuote la testa e ripete a bassa voce: “Perché? Perché?! Perché continuiamo a farci del male?”.</p>
<p><em></em></p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.circoloidvimperia.it%2F%3Fp%3D3285&amp;linkname=Di%20Pietro%20alla%20festa%20del%20PD%20di%20Torino"><img src="http://www.circoloidvimperia.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;urlo di tutta una città&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 20:04:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Dal Mut</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica locale]]></category>
		<category><![CDATA[Imperia]]></category>
		<category><![CDATA[Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Navale Imperia]]></category>
		<category><![CDATA[passione per il mare]]></category>
		<category><![CDATA[Vele d'Epoca]]></category>
		<category><![CDATA[yacht]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ho partecipato oggi pomeriggio alla conferenza stampa convocata dal Comandante del Museo Navale di Imperia dove è stata richiesta a gran voce l&#8217;assoluta necessità del trasferimento del Museo presso la nuova sede, e della necessità di trovare una forma amministrativa che gestisca la struttura.</p>
<p>Voglio tralasciare per ora gli aspetti prettamenti politici ed amministrativi della particolare situazione, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ho partecipato oggi pomeriggio alla conferenza stampa convocata dal Comandante del Museo Navale di Imperia dove è stata richiesta a gran voce l&#8217;assoluta necessità del trasferimento del Museo presso la nuova sede, e della<a rel="attachment wp-att-3263" href="http://www.circoloidvimperia.it/?attachment_id=3263"><img class="alignright size-full wp-image-3263" title="nusnavale" src="http://www.circoloidvimperia.it/wp-content/uploads/2010/09/nusnavale.jpg" alt="nusnavale" width="456" height="418" /></a> necessità di trovare una forma amministrativa che gestisca la struttura.</em></p>
<p><em>Voglio tralasciare per ora gli aspetti prettamenti politici ed amministrativi della particolare situazione, che saranno certamente discussi approfonditamente da tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione, per manifestare la grandissima emozione che ho provato nel vedere un patromonio storico e culturale immenso. Un patrimonio della Citta di Imperia e voglio significare l&#8217;immensa passione con il quale il Comandante Flavio Serafini ha esposto le proprie ragioni, i propri dubbi e le proprie istanze.</em></p>
<p>Trascrivo il comunicato n. 1 a firma delle associazioni/comitati/circoli sotto riportati e rivolto alle Autorità e  agli organi di informazione&#8230; <strong>ma io credo rivolto soprattutto alla città di Imperia affinche sappia volorizzare e difendere un patrimonio storico e culturale di grandissimo valore e prestigio.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><em>Dario Dal Mut</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>L&#8217;Urlo di tutta una città</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>(Comunitato n. 1)</strong> </p>
<p style="text-align: left;">Esprimiamo il più vivo sconcerto e disappunto per il deplorevole, grave ritardo nella ripresa degli allestimenti della nuova sede del Museo Navale Internazionale (<strong>da oltre 25 mesi è bloccato</strong> ogni intervento di prosecuzione lavori), mentre la vecchia sede di Piazza del Duomo manifesta sempre più palesi i limiti ed il degrado della vecchia struttura.</p>
<p style="text-align: left;">Il Museo Navale Internazionale, patrimonio della città, con una visibilità da tempo internazionale, auspicato nel tempo <strong>da ben otto sindaci</strong>, ha visto  la partecipazione ed il contributo entusiasta di migliaia di donatori, ma anche la scomparsa dal 1978 di due generazioni di Imperiesi le aspettative dei quali non possono e non devono essere tradite.</p>
<p style="text-align: left;">Pertanto rinnoviamo perentoriamente l&#8217;invito a completare urgentemente l&#8217;approntamento della nuova struttura, così come avvenuto per altre realtà cittadine, invito sollecitato anche dall&#8217;estero onde tacitare commenti malevoli sempre più frequenti da ogni parte d&#8217;europa e fornire finalmente una risposta ad iniziative stimolanti nel campo del turismo culturale.</p>
<p style="text-align: left;"> Associazione Amici del Museo Navale, Italia Nostra, Rotary Club Imperia, Lions Club Imperia, Lega Navale Imperia, Yacht Club Imperia, Associazione ex Allievi del Nautico, Compagnia de L&#8217;Arivu, Circolo Parasio, Gruppo A.n.m.i di Imperia, Collegio Capitani di L.C. e D.M., Nastro Azzurro, Unione Medaglie d&#8217;Oro di Lunga Navigazione, Cantiere Navale Quaranta, Cantiere Navale Imperia I, Comitato San Maurizio, Associazione Insegnanti di Geografia, Istituto Internazionale di Studi Liguri, Porto Maurizio Yacht Club, Zonta club, FAI, Compagnia Maresca, Associazione Modellisti, Yacht Club Sanremo, Vele Storiche Viareggio, Maresca srl. Impresa Portuale, Confraternita Monte Calvario, Fidapa, Comunitas Diani, Circolo Amici della Lirica, Istituto Storico della resistenza (Anpi).</p>
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		<title>Un nuovo inizio</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:33:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mauro.delucis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica locale]]></category>
		<category><![CDATA[Basso]]></category>
		<category><![CDATA[Camandone]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Bozzano]]></category>
		<category><![CDATA[Diano Marina]]></category>
		<category><![CDATA[GM]]></category>
		<category><![CDATA[Golfo Dianese]]></category>
		<category><![CDATA[spreco denaro pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[Varcavello]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In Italia la percezione che i cittadini hanno della politica è storicamente sempre stata quella di una grande lontananza: dalla società, dai problemi reali e dai cittadini stessi.
In altre parole negli anni precedenti al berlusconismo molti cittadini pensavano che la politica di alto livello – quella dei partiti di Roma – predicasse bene ma razzolasse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia la percezione che i cittadini hanno della politica è storicamente sempre stata quella di una grande lontananza: dalla società, dai problemi reali e dai cittadini stessi.<br />
In altre parole negli anni precedenti al berlusconismo molti cittadini pensavano che la politica di alto livello – quella dei partiti di Roma – predicasse bene ma razzolasse male, essendo composta da molti dirigenti che tra gli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta aveva sfruttato la propria posizione per arricchirsi a spese dello Stato, e quindi di tutti.<br />
Con la famigerata “discesa in campo” di Silvio Berlusconi e a causa dei sedici anni che ne sono seguiti, nella maggioranza dei quali ha governato Berlusconi stesso, la percezione della politica da parte degli italiani è cambiata portando molti a ritenere questa fase della cosiddetta “seconda” Repubblica peggiore della “prima” (quando in realtà ne è la semplice prosecuzione sotto un’altra forma) e spingendoli ad allontanarsi dalla politica stessa.<br />
Per rendersi conto di questo fatto è sufficiente verificare l’aumento dell’astensionismo che si è verificato negli ultimi anni: alle elezioni politiche nazionali – quelle più sentite e alle quali partecipa il maggior numero di elettori – dal 1992 a oggi è stato perso il 7% dei votanti. Sette punti percentuali sembrano pochi, ma rappresentano circa tre milioni e mezzo di persone.<br />
Perché è avvenuto questo? Perché su carrozzone della politica oggi non salgono più solo i nani e le ballerine di craxiana memoria ma anche un gran numero di persone che sono corrotte o legate a interessi privati fin dal loro ingresso nel mondo dell’amministrazione pubblica.<br />
E a questo punto un semplice cittadino confuso dal contrasto tra ciò che vede con i suoi occhi (cioè un aumento della corruzione e degli interessi privati tra i politici che lo rappresentano) e ciò che gli propinano gli organi di comunicazione controllati dal governo (quasi tutti, tra televisioni e giornali) come può comportarsi? Ovviamente se non è fortemente motivato si allontanerà e deciderà di astenersi perché come dicono molti: “Tanto sono tutti uguali”.</p>
<p>Considerata la situazione e in previsione delle elezioni amministrative che nel 2011 si svolgeranno in molti comuni dell’imperiese e con una netta valenza politica per quanto riguarda la città di Diano Marina, il coordinamento  dell’Italia dei Valori considera che è necessario mostrare agli elettori che il centro sinistra possiede almeno queste tre proprietà:</p>
<ol>
<li> è vicino ai problemi dei cittadini</li>
<li> è unito contro la corruzione e l’illegalità</li>
<li> ha un programma elettorale comune</li>
</ol>
<p>I primi due punti sono ovvi: chi si oppone al berlusconismo non può arrivare a nulla se non si fa carico di ascoltare i cittadini (che sono poi elettori), di pensare a soluzioni pratiche per i loro problemi, di eliminare i corrotti e gli  incapaci dalle pubbliche amministrazioni e se non lotta contro la concezione personalistica ormai invalsa in politica per cui un esponente di partito conta solo per il potere che ha e non per le idee che esprime.</p>
<p>Il terzo punto deve essere la base di partenza per la realizzazione degli altri due, deve quindi dare un’idea di e definire un elenco di valori e idee che fanno parte di un patrimonio condiviso dal centro sinistra, al di là quindi delle differenze che giustamente esistono tra partiti differenti.</p>
<p>Per quanto riguarda il comune di Diano Marina il coordinamento ha rilevato come le giunte guidate dal sindaco Basso in questi anni non abbiano affatto risolto i problemi della città ma anzi ne abbiano causati di nuovi, andando sempre di più a incidere nelle casse del comune e quindi nelle tasche dei cittadini.</p>
<p>In particolare si pensi:</p>
<ol>
<li>alla scandalosa gestione della GM della quale il coordinamento si occuperà in dettaglio nel prossimo futuro</li>
<li>al problema della portualità (relativamente a tutto il golfo)</li>
<li>alla situazione della distribuzione dell’acqua che deve essere assicurata come “non a fine di lucro” nello stesso statuto del comune</li>
<li>alla destinazione della caserma Camandone, nella prospettiva di un utilizzo idoneo di cui possa benefiaciare l&#8217;intera comunità del Gofo Dianese anche per l&#8217;accrescimento delle presenze turistiche</li>
<li>alla necessità di una sistemazione serie della rete fognaria e della acque bianche del comune anche nell&#8217;ottica del raddoppio delle presenze nella stagione estiva</li>
<li>all’avvio ormai imprescindibile di una seria politica di raccolta differenziata dei rifiuti, anche in questo caso nell&#8217;ottica del raddoppio delle presenze nella stagione estiva</li>
<li>al trattamento riservato al comandante della polizia municipale Daniela Bozzano, che è già costato molto denaro pubblico sprecato dal sindaco in una causa inutile e pretestuosa.</li>
</ol>
<p><em>Il Coordinamento cittadino dell’Italia dei Valori per Imperia e il Golfo Dianese </em></p>
<p><em>Mauro Delucis, coordinatore</em></p>
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		<title>Arriva il capo del circo equestre, perché Gheddafi non pianta la tenda all&#8217;Aquila?</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 14:34:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[Gheddafi in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Gheddafi show]]></category>
		<category><![CDATA[protesta IdV]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ecco i motivi della nostra protesta</p>
<p>Da oggi inizia una due giorni del capo clown Gheddafi, fatta di menzogne  e di insulti al nostro paese, fatta di ritardi rispetto al protocollo  di qualsiasi cerimoniale organizzato e di spese inutili per far correre i  cavalli del rais libico dentro un centro sportivo delle forze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3236" src="http://www.circoloidvimperia.it/wp-content/uploads/2010/08/berlusconi-gheddafi-300x202.jpg" alt="berlusconi-gheddafi" width="300" height="202" />Ecco i motivi della nostra protesta</p>
<p>Da oggi inizia una due giorni del capo clown Gheddafi, fatta di menzogne  e di insulti al nostro paese, fatta di ritardi rispetto al protocollo  di qualsiasi cerimoniale organizzato e di spese inutili per far correre i  cavalli del rais libico dentro un centro sportivo delle forze armate  italiane.<br />
Il tour “all inclusive” che il governo offre a Gheddafi comporterà un  notevole aggravio di spesa per il Ministero della difesa e dell’interno:  chi pagherà per la tenda di Gheddafi? Forse chi vive ancora in una  tenda, non per scelta e senza amazzoni, all’Aquila? Perchè il leader  libico non è andato a piantare la sua tenda là fra gli sfollati? Avrebbe  trovato un’altra Italia rispetto a quella di finta deferenza che gli si  prospetterà.<br />
Ma non è solo in termini economici che da due anni continuiamo a pagare  una sudditanza riverente alla Libia: anche i nostri principi umanitari,  il nostro stato di diritto verranno messi da parte per accogliere il  capo di uno stato che non ha firmato la Convenzione di Ginevra sui  diritti umani, che ha chiuso l’ufficio Onu per i rifugiati e che ogni  anno deporta immigrati disperati nei campi di concentramento creati nel  deserto libico.<br />
Di tutto questo il governo ne dovrà rendere conto ai cittadini che  soffrono la fame per la crisi delle imprese e la precarietà del lavoro.  Chiediamo al governo, ai Ministri degli Esteri e della Difesa  “gheddafiani” Frattini e La Russa, di venire a riferire davanti al  Parlamento,<br />
A Gheddafi manifesteremo tutto il nostro dissenso per non aver mantenuto  i patti dei rimborsi per i rimpatriati che da 40 anni attendono il loro  risarcimento, per non aver aderito al riconoscimento dei diritti umani,  per aver lasciato morire centinaia di rifugiati respinti dalle coste  libiche e segregati in mezzo al deserto.<br />
Manifesteremo contro la sua volontà di offendere sempre il nostro paese e  di trovare d&#8217;accordo, nell&#8217;offesa, siglato con un  baciamano,  Berlusconi e Fratini.<br />
Manifesteremo soprattutto contro la decisione del governo pduista,  nonchè di alcuni amici del Pd, di regalare, con l’accordo di due anni fa  e tuttora in vigore, 5 miliardi per costruire strade libiche, mentre al  nostro paese sono stati tagliati i soldi per ricostruire le case per i  terremotati, per salvare società in crisi come la tirrenia, per  finanziare le forze dell&#8217;ordine o per assumere i precari della scuola.<br />
Manifesteremo perché quei soldi potevano essere utilizzati per  migliorare la sanità e invece chiuderanno le strutture periferiche.  Manifesteremo perché i lavori li faranno i soliti noti, le imprese  amiche del premier, gli amici degli amici della cricca e dei furbetti  del quartierino.<br />
Ecco perché l’Italia dei Valori manifesterà lunedì e martedì, fino a  quando Gheddafi non se ne ritornerà nel suo tesoretto libico. Deve  sentire che questo paese, che ha una memoria storica e un senso dello  stato molto più profondo del governo impresentabile che lo dirige,  questo paese non gli è amico, e noi glielo ricorderemo.<br />
L&#8217;Italia e&#8217; un paese libero e civile, che non fa affari e che non si prostra ai dittatori.<br />
Finora Gheddafi ha trovato “amici” che sono contro la costituzione, come  questo  centrodestra o come “gheddafiani” antelitteram tipo D&#8217;Alema,  che ancora oggi non capiamo, ma saprà che esiste anche un popolo civile,  che crede nel rispetto dei diritti umani, nella democrazia, nello stato  legale e di diritto.</p>
<p><em><a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/politica/arriva_il_capo_del_circo_eques.php">www.italiadeivalori.it</a></em></p>
<p>&#8212;&#8212;</p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong><em>Il Senatore Stefano Pedica, guiderà una delegazione  dell’Italia dei Valori e di rappresentanze dei lavoratori delle aziende  in crisi, in una serie di appuntamenti paralleli al tour di Gheddafi:<br />
-ore 16.30, protesta di fronte a Accademia Libica, Via Cortina D’Ampezzo (zona Cassia)<br />
-ore 17.30, verranno piantate le “tende della legalità” di fronte alla residenza dell’ambasciatore libico, Via Cortina D’Ampezzo<br />
-ore 21, protesta di fronte alla caserma dei carabinieri “Tor di Quinto”<br />
- al termine della manifestazione alla caserma rientro presso le tende  antistanti residenza ambasciatore libico e pernottamento per l’intera  notte.</em> </strong></span></p>
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		<item>
		<title>Licenza da revocare alla Porto di Imperia&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 07:03:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>willycoyote</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica locale]]></category>
		<category><![CDATA[acquamare]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Balducci]]></category>
		<category><![CDATA[Balducci]]></category>
		<category><![CDATA[Beatrice Cozzi Parodi]]></category>
		<category><![CDATA[Capitaneria di Porto Imperia]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Scajola]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio superiore dei lavori pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Bellavista Caltagirone]]></category>
		<category><![CDATA[Imperia]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Strescino]]></category>
		<category><![CDATA[porto di imperia spa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>FONTE: ilsecoloxix.it</p>
<p>di: Loredana Grita</p>
<p>Un semplice suggerimento, quello dell’autorità marittima, («un atto dovuto», conferma il comandante della Capitaneria di Porto Gianpaolo Conti) al pari di quello che circa un mese prima, il 22 giugno, aveva formulato l’ingegner Roberto Boni, presidente della Commissione collaudo scrivendo alla Porto di Imperia spa.</p>
<p>Ancora nubi sulla Porto di Imperia Spa. Dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>FONTE: ilsecoloxix.it</strong></p>
<p><strong>di: Loredana Grita</strong></p>
<p><strong>Un semplice suggerimento, quello dell’autorità marittima, («un atto dovuto», conferma il comandante della Capitaneria di Porto Gianpaolo Conti) al pari di quello che circa un mese prima, il 22 giugno, aveva formulato l’ingegner Roberto Boni, presidente della Commissione collaudo scrivendo alla Porto di Imperia spa.</strong></p>
<p>Ancora nubi sulla Porto di Imperia Spa. Dopo la Commissione di collaudo e vigilanza sulle opere marittime del<img class="alignright size-full wp-image-3229" src="http://www.circoloidvimperia.it/wp-content/uploads/2010/08/Scajola-e-il-porto-milionario-435x308.jpg" alt="Scajola-e-il-porto-milionario-435x308" width="435" height="308" /> costruendo porto turistico di Imperia, anche la Capitaneria di Porto, a metà dello scorso mese di luglio, aveva scritto in Comune suggerendo all’amministrazione comunale di valutare l’ipotesi di una revoca della concessione demaniale marittima in capo alla società mista pubblico-privata che ha progettato e, tramite Acquamare, sta costruendo il maxi scalo da oltre 1300 posti barca. Un semplice suggerimento, quello dell’autorità marittima, («un atto dovuto», conferma il comandante della Capitaneria di Porto Gianpaolo Conti) al pari di quello che circa un mese prima, il 22 giugno, aveva formulato l’ingegner Roberto Boni, presidente della Commissione collaudo scrivendo alla Porto di Imperia spa e per conoscenza il presidente della Giunta Regionale Claudio Burlando, il sindaco di I Imperia, Paolo Strescino, alla Capitaneria di Porto diretta dal comandante Gianpaolo Conti, e alla Procura della Repubblica di Imperia con a capo Bernardo Di Mattei.</p>
<div>In quella circostanza la Commissione &#8211; la stessa che all’atto della sua costituzione fu presieduta, ma solo per un paio di mesi, da Angelo Balducci, allora potente presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici e oggi tra i personaggi chiave dell’inchiesta sulla cosiddetta “cricca” dei grandi appalti &#8211; aveva ritenuto necessario sospendere le proprie attività, provvedendo alle idonee comunicazioni al sindaco del Comune, alla Capitaneria di Porto ed agli altri enti di controllo interessati, aveva anche demandato ai competenti uffici di valutare l’opportunità di procedere all’avvio del procedimento di decadenza del titolo concessorio in base a quanto stabilito dall’art. 47 lett.f) del Codice della Navigazione.</div>
<p>In due successive riunioni ufficiali, il Comune, socio al 33 per cento della Porto di Imperia aveva esortato la società a fornire tutta la collaborazione possibile alla Commissone di Collaudo. «Abbiamo chiesto alla società del porto di mettere la Commissione nella condizione di lavorare», aveva dichiarato all’epoca l’assessore all’Urbanistica e ai Porti Luca Lanteri che ieri ha ribadito il concetto.</p>
<p>Le contestazioni a suo tempo mosse dal presidente Boni riguardavano la carenza della documentazione contabile (richiesta ripetutamente) relativa alla realizzazione delle opere a mare ripetutamente chiesta alla società costruttrice: Acquamare srl, ha speso, per le opere a mare, molto più di quanto previsto dal piano finanziario: le somme indicate nel quadro economico di sintesi delle opere marittime, sono lievitate da 30 ad oltre 145 milioni di euro.</p>
<p>A questo proposito la società aveva sostenuto di aver «sempre rispettato i propri obblighi sostanziali e documentali, realizzando un’opera migliore dal punto di vista tecnologico ed ambientale con un maggior esborso di mezzi propri, senza alcuna richiesta di contributo pubblico».</p>
<p>Risposte che in maniera più circostanziata verranno fornite il prossimo 7 settembre direttamente alla Commissione di collaudo e vigilanza per le opere marittime che in quella data, dopo l’autosospensione di giugno, riprenderà la propria attività tornando a riunirsi.</p>
<p>Un passaggio importante per il futuro del porto turistico in costruzione, un passaggio in cui l’ingegner Francesco Bellavista Caltagirone, i suoi tecnici e i sui legali spiegheranno ai controllori della Commissione di collaudo, che ha già valutato l’opera dal punto di vista tecnico concedendo il nullaosta, da dove nasce la lievitazione dei costi che hanno fatto sballare le previsioni di spesa.</p>
<p>Tra le motivazioni, probabilmente i privati punteranno sulla data del piano finanziario della maxi opera: antecedente all’avvio reale dei lavori. Altra tesi potrebbe riguardare i preventivi di spesa, forse inadeguati ai prezzi di mercato che la società ha dovuto poi sostenere, senza contare che in corso d’opera potrebbero essere stati scelti materiali più costosi, scelte che hanno inciso sul costo dell’intervento.</p>
<p>Adesso la parola passa ad Acquamare e alla Porto di Imperia spa che dopo aver querelato l’ingegner Boni accusandolo di aver arrecato un danno all’immagine delle società, auspicano un ritorno a rapporti più sereni.</p>
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		<title>Infiltrazioni mafiose. Una architettata cospirazione?</title>
		<link>http://www.circoloidvimperia.it/?p=3206</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 05:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica locale]]></category>
		<category><![CDATA[Casa della Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Imperia]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[mafia nel ponente]]></category>
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		<category><![CDATA[Ventimiglia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p align="left">VENTIMIGLIA – L’accusa avanzata da un settimanale della Riviera ligure di ponente proprio nel giorno in cui al magistrato antimafia di Gela Anna Canepa veniva conferito il maggior premio cittadino. </p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="left">Per uno dei più importanti giornalisti dell’imperiese la Casa della Legalità, vicina allo schieramento politico di opposizione è al centro di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="FONT-STYLE: normal">VENTIMIGLIA – </span></span></span></strong><em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="FONT-STYLE: normal">L’accusa avanzata da un settimanale della Riviera ligure di ponente proprio nel giorno in cui al magistrato antimafia di Gela Anna Canepa veniva conferito il maggior premio cittadino. </span></span></span></em></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="left"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Per uno dei più importanti giornalisti dell’imperiese la Casa della Legalità, vicina allo schieramento politico di opposizione è al centro di torbide manovre calunniatorie </span></span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="left"> “ <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Le ultime vicissitudini fanta- giudiziarie che hanno portato la Casa della Legalità a chiedere lo scioglimento del Consiglio Comunale di Ventimiglia ……per presunte infiltrazioni mafiose legate agli ormai celeberrimi voti di<a rel="attachment wp-att-3210" href="http://www.circoloidvimperia.it/?attachment_id=3210"><img class="alignright size-full wp-image-3210" title="mafia" src="http://www.circoloidvimperia.it/wp-content/uploads/2010/08/mafia.bmp" alt="mafia" width="246" height="233" /></a> scambio….sarebbero dunque, secondo alcune indiscrezioni, il risultato di una ben architettata cospirazione…” con queste dure parole il settimanale matuziano “ La Riviera” attraverso la penna di uno dei suoi giornalisti di punta, quel Fabrizio Tenerelli direttore tra l’altro del quotidiano web Riviera24, direttamente riferibile alla curia vescovile di Sanremo, accusa apertamente il gruppo di uomini politici locali, pur senza menzionarli individualmente, riferibili allo schieramento politico di centro- sinistra, oggi all’opposizione sia nell’imperiese che a livello nazionale. Secondo il più venduto settimanale della provincia dell’estremo ponente ligure, cioè, i politici “ democratici” ed i loro alleati sarebbero null’altro che al soldo di un imprenditore, o di una ristretta cricca di imprenditori il cui obiettivo sarebbe quello di far cadere anzitempo la giunta Scullino che regge da qualche anno le sorti della città di confine. Da qualche mese, dopo la maxi- retata anti- ‘ndrangheta che ha visto anche in Liguria l’arresto di vari personaggi d’origine calabrese di primo piano nell’organizzazione mafiosa, si vocifera sull’inquinamento criminale di alcune amministrazioni del ponente ligure. Tra i politici più chiacchierati l’ex Vice- Sindaco di Ventimiglia Vincenzo Moio, ai tempi uno dei capi di <a rel="attachment wp-att-3215" href="http://www.circoloidvimperia.it/?attachment_id=3215"><img class="alignleft size-full wp-image-3215" title="mafiaspa" src="http://www.circoloidvimperia.it/wp-content/uploads/2010/08/mafiaspa.bmp" alt="mafiaspa" width="157" height="153" /></a>Alleanza Nazionale nell’intemelio, originario di Taurianova ed imprenditore nella vita di tutti i giorni. Sinora, però, in capo a Moio non risultano esserci procedimenti giudiziari in corso. Ha fatto pure scalpore nello scorso mese di giugno la richiesta, avanzata al Prefetto di Imperia da parte dei Carabinieri, di scioglimento per infiltrazioni mafiose del Consiglio Comunale di Bordighera. Nella città turistica dell’estremo ponente ligure infatti sono stati arrestati vari componenti della famiglia Pellegrino, imprenditori edili nel ramo delle escavazioni, accusati non solo di traffici illeciti di giovanissime adolescenti importate dalla Romania per farle prostituire nei locali notturni della Riviera dei Fiori, ma anche di violente pressioni nei confronti di alcuni politici bordigotti per costringerli a concedere loro l’autorizzazione all’apertura di una sala- giochi. La ditta Pellegrino a Ventimiglia ha collaborato con il gruppo imprenditoriale Cozzi- Parodi nella costruzione del nuovo approdo turistico. Per il giornale matuziano, dunque, nella sinistra ventimigliese, il cui maggior esponente è Sergio Scibilia del Partito Democratico oggi consigliere regionale, allignerebbero i peggiori professionisti dell’anti- mafia, quelli sempre pronti alla calunnia che, a loro volta, nasconderebbero inconfessabili volpi sotto l’ascella. Tenerelli però non cita, nell’articolo, le fonti da cui ha tratto tanti sospetti ne offre lo straccio di una prova ai suoi assunti. Il tutto, forse è solo una casualità, avviene mentre, approfittando della Festa patronale cittadina, a Ventimiglia viene conferita in Cattedrale la massima onorificenza locale ad Anna Maria Canepa, noto magistrato anti- mafia, originaria della città di confine ma genovese per formazione professionale che per un certo tempo, recentemente è stata Procuratrice della Repubblica a Gela, una delle maggiormente note città di mafia, a capo di un pool di “ giudici- ragazzine”, con tutto il rispetto. </span></span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Sergio Bagnoli </strong></span></span></p>
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		<title>Infiltrazioni &#8216;ndrangheta a Bordighera: POOL forze dell&#8217;ordine affiancherà Commissione Ispettiva.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 12:55:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>willycoyote</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica locale]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Bordighera]]></category>
		<category><![CDATA[Carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia di Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Imperia]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia di Stato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>FONTE: Riviera24.it</p>
<p>Bordighera &#8211; Compito delle forze dell&#8217;ordine sara&#8217; quello di affiancare la commissione nel certosino lavoro di disamina delle migliaia di pratiche edilizie e di appalti pubblici, dietro le quali potrebbero nascondersi gli eventuali legami tra malavita e politica.</p>
<p>Un pool di forze dell&#8217;ordine – diretto da un ufficiale dei Carabinieri di Imperia e un ufficiale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>FONTE: Riviera24.it</strong></p>
<p><strong>Bordighera</strong> &#8211; Compito delle forze dell&#8217;ordine sara&#8217; quello di affiancare la commissione nel certosino lavoro di disamina delle migliaia di pratiche edilizie e di appalti pubblici, dietro le quali potrebbero nascondersi gli eventuali legami tra malavita e politica.</p>
<p>Un pool di forze dell&#8217;ordine – diretto da un ufficiale dei Carabinieri di Imperia e un ufficiale della Guardia di Finanza di<img class="alignright size-full wp-image-3195" src="http://www.circoloidvimperia.it/wp-content/uploads/2010/08/GdF.bmp" alt="GdF" /> Genova, assieme a un vice Questore aggiunto della Questura di Imperia – affianchera&#8217; la Commissione Ispettiva ministeriale, incaricata di valutare la presenza di eventuali infiltrazioni mafiose all&#8217;interno del Comune di Bordighera, oggetti di un&#8217;inchiesta della magistratura, su presunti legami della malavita organizzata con l&#8217;amministrazione retta dal sindaco del Pdl, Giovanni Bosio. In particolare, si parla dei classici &#8216;voti di scambio&#8217;.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3203" src="http://www.circoloidvimperia.it/wp-content/uploads/2010/08/Polizia2.bmp" alt="Polizia" />Ad annunciarlo e&#8217; il vice Prefetto di Imperia, Biagio De Girolamo, appartenente alla Commissione Ispettiva – insediatasi, il 4 agosto scorso – della quale fanno parte anche i funzionari: Michele Sicuro, direttore della Ragioneria di Savona, con Marco Di Giovanni della Prefettura di Imperia. Compito delle forze dell&#8217;ordine sara&#8217; quello di affiancare la commissione nel certosino lavoro di disamina delle migliaia di pratiche edilizie e di appalti pubblici, dietro le quali potrebbero nascondersi gli eventuali legami tra la malavita organizzata e la pubblica amministrazione. A loro, ad esempio, il compito di legare il nome o i nomi di determinati imprenditori alla malavita, nello specifico la &#8216;ndrangheta.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3199" src="http://www.circoloidvimperia.it/wp-content/uploads/2010/08/Carabirieri1.bmp" alt="Carabirieri" />&#8216;La nostra Commissione – spiega De Girolamo &#8211; lavorera&#8217; per tre mesi, fino al 4 novembre; salvo richiesta di proroga di altri 3 mesi&#8217;. La presenza, in Comune a Bordighera, soltanto di uno dei tre ispettori (De Girolamo, in questo caso) ha sollevato un po&#8217; di polemiche sull&#8217;operato della Commissione.</p>
<p>&#8216;La Commissione non lavoro sul posto a pianta stabile – spiega De Girolamo – e non e&#8217; indispensabile la sua presenza al completo. Il nostro compito si risolve nella richiesta al Comune di determinati documenti, che una volta acquisiti, con i tempi tecnici necessari, possono essere esaminati anche in altra sede. Noi, come Commissione, continuiamo a incontrarci e a scambiarci pareri e valutazioni anche via mail, ma non dobbiamo per forza recarci tutti e tre in Comune&#8217;.</p>
<p>Ma le verifiche delle forze dell&#8217;ordine non si limitano alla sola provincia di Imperia. E&#8217;, infatti, probabile che si apriranno stretti legami di collaborazione con le autorita&#8217; dei Comuni di Arenzano (Genova) o Pavia – ed altri magari, al momento ancora sconosciuti – dove sono aperte analoghe inchieste. Obiettivo: ad esempio, verificare, attraverso controlli incrociati, l&#8217;operato di una ditta di Bordighera in uno dei Comuni &#8216;a rischio&#8217; o viceversa. Se, infatti, si dovesse scoprire che una delle ditte nel mirino ad Arenzano, soltanto per portare un esempio, avesse vinto degli appalti anche a Bordighera, cio&#8217; potrebbe essere ritenuto un buon punto di partenza a livello investigativo.</p>
<p>di <strong>Fabrizio Tenerelli</strong></p>
<p><em>27/08/2010</em></p>
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